
Il progetto di digitalizzazione massiva degli erbari italiani rappresenta un’iniziativa strategica della Missione 4 del PNRR (Istruzione e Ricerca). È coordinato all’interno dello Spoke 7 – di cui è capofila l’Università di Padova – dal Centro Nazionale per la Biodiversità (NBFC), intitolato “Biodiversità e società”.
- L’obiettivo generale è la creazione di un’infrastruttura digitale nazionale unificata che renda accessibile l’enorme patrimonio botanico conservato negli erbari universitari e museali italiani, per un totale di circa 4.200.000 reperti botanici.
Il progetto di digitalizzazione massiva si articola in tre principali fasi: - Digitalizzazione: acquisizione di immagini ad alta risoluzione degli essiccati (exsiccata);
- Integrazione dei dati: associazione alle immagini dei dati fondamentali di etichetta (nome scientifico, luogo, data di raccolta) per alimentare un database strutturato;
- Accesso unificato: messa a disposizione di tutti i dati tramite un portale web unico (hub nazionale), in modalità Open Access, a beneficio della comunità scientifica internazionale e del pubblico.
La digitalizzazione è un’attività complessa, che richiede un’integrazione accurata tra logistica, gestione e informatica, seguendo l’esempio di operazioni già realizzate con successo in alcuni dei maggiori erbari europei (ad esempio Leida e Parigi). Il progetto adotta una metodologia unificata a livello nazionale.
I materiali erboristici delle diverse sedi – tra cui Padova, Firenze, Torino, Trento e, più recentemente, Siena – vengono trasferiti temporaneamente, dopo un trattamento di decontaminazione, presso l’Erbario Centrale Italiano dell’Università di Firenze, che funge da sede centrale per le attività di digitalizzazione.
L’incarico operativo è stato affidato, tramite bando internazionale, all’azienda specializzata Picturae, che utilizza tecniche di imaging ad alta definizione su sistemi a nastro trasportatore.
Questo sistema consente di digitalizzare circa 10.000–12.000 campioni al giorno, garantendo al contempo la massima integrità del materiale. Per quanto riguarda l’Erbario di Siena, le attività sono iniziate il 28 ottobre 2025 con il trasferimento di 144 scatole contenenti i fogli d’erbario, destinati alla disinfestazione e alla successiva digitalizzazione a Firenze. I materiali sono rientrati a Siena il 5 dicembre 2025. Il progetto trasforma così gli erbari italiani da collezioni fisiche circoscritte in un mega-database virtuale e dinamico, rafforzando la ricerca botanica e mettendo a disposizione una banca dati essenziale per lo studio dei cambiamenti climatici e della biodiversità su scala globale.


