
L’Erbario è una collezione scientifica fondamentale per la didattica e la ricerca e costituisce un archivio di riferimento per la botanica, la micologia, la medicina, la tassonomia e la storia della flora. La sua funzione principale è quella di essere di riferimento per l’identificazione delle specie: ogni esemplare essiccato, montato su foglio, reca un’etichetta con dati essenziali (nome scientifico, luogo e data di raccolta, raccoglitore, habitat), creando una “fotografia” della presenza di quella specie in un dato momento e luogo. Consente di studiare evoluzione, distribuzione geografica e variazioni morfologiche delle specie vegetali nel tempo e nello spazio.
Fonti storiche indicano che “alla fine del Seicento Girolamo Baldassarri facesse allestire ai suoi studenti piante essiccate”. Successivamente, alla fine del Settecento, Biagio Bartalini preparò due erbari di piante raccolte nella campagna senese, oggi conservati presso la Biblioteca Comunale di Grosseto e l’Accademia dei Fisiocritici. Nel 1856 venne fondato l’Herbarium Universitatis Senensis grazie a un “Erbario di piante senesi” preparato dal medico/botanico Giovanni Campani. A fine Ottocento il botanico Attilio Tassi lo ampliò con esemplari da tutta la Toscana, dandogli il nome di “Erbario Toscano”. Nel 1916-1917, per opera di Arturo Nannizzi e Agilulfo Preda, fu ordinato come “Erbario generale”, comprendente materiali raccolti da botanici e botanofili senesi, reperti donati da privati, italiani e stranieri, e specimini ottenuti per scambio.
Nel Novecento fu sottoposto a ulteriori riordini, fino agli interventi degli anni 1968-78 curati da Vincenzo De Dominicis. Dal 2000 l’Erbario è stato ulteriormente migliorato e definitivamente ristrutturato nel 2004. Oggi è situato in due locali al piano seminterrato del Dipartimento di Scienze della Vita, dotati di impianto di climatizzazione, accessibili per la consultazione su prenotazione ed è suddiviso in “raccolte”, costituite da oltre 95.000 essiccati (piante vascolari, funghi, briofite, licheni e alghe), e in Erbari monumentali, collezione di erbari del XVIII secolo. Affiancano l’Erbario altre raccolte di grande interesse: la Spermoteca, collezione storica di semi, frutti e altri prodotti vegetali essiccati risalente al XIX secolo e la Xiloteca, con circa 180 sezioni di tronchi o rami che permettono lo studio e l’identificazione dei diversi tipi di legno. Dal 2002 è in corso la digitalizzazione degli essiccata, consultabili su www.anarchive.it. In sintesi, l’Erbario è una risorsa di valore inestimabile che supporta la ricerca moderna sulla biodiversità e funge da ponte tra la botanica del passato e quella del futuro.


