Una nuova area espositiva per il delfinide del Pliocene

Fossile di delfinide del Pliocene

Il delfinide del Pliocene del Museo di Scienze della Terra diventa il fulcro dell’obiettivo POS26 del SIMUS: una tappa chiave per trasformare anni di studio e conservazione in un’esperienza di visita più accessibile e aggiornata.

Tra i reperti che meglio raccontano la storia geologica del territorio, il delfinide del Pliocene occupa un posto speciale. È un fossile di grande rilievo scientifico, già al centro di attività di studio, documentazione e conservazione. Nel 2026 quel percorso compie un passo ulteriore: la musealizzazione del reperto in una nuova area a esso dedicata. L’impegno è duplice: da un lato assicurare la migliore protezione possibile a un bene prezioso e fragile; dall’altro restituirlo al pubblico in un allestimento capace di valorizzarne il contenuto scientifico. La nuova area divulgativa collocherà il delfinide in un racconto più ampio su ambienti del passato, tempi geologici e trasformazioni del paesaggio, con un linguaggio chiaro e strumenti di mediazione adatti a scuole e visitatori. La progettazione punta a coniugare rigore e chiarezza: contestualizzazione paleontologica e un percorso che renda leggibile la ricerca dietro la conservazione di un grande fossile. In questo senso, il reperto non sarà un oggetto “isolato”, ma un punto di accesso a temi come biodiversità marina, evoluzione dei cetacei e cambiamenti climatici del passato.

Il lavoro previsto dal POS26 si articola in azioni tra loro collegate: soluzioni conservative e supporti di esposizione, con particolare attenzione alla sicurezza del reperto; progettazione dell’allestimento e dei contenuti di accompagnamento (pannelli e apparati didattici); integrazione del reperto nel percorso del Museo e aggiornamento della narrazione espositiva; definizione delle modalità di fruizione per scuole e pubblico, anche attraverso attività dedicate. Rendere visibile questo lavoro significa valorizzare non solo il reperto, ma anche le competenze scientifiche e museali che ne garantiscono la tutela e la trasmissione. Il 2026 sarà quindi un anno decisivo: il delfinide diventerà un ponte tra ricerca e divulgazione, offrendo al Museo di Scienze della Terra un nuovo spazio di racconto e di incontro con la comunità. Questo nuovo allestimento consentirà inoltre di ampliare l’offerta didattica, con laboratori dedicati, e di coinvolgere in modo crescente il pubblico scolastico nell’ambito del Progetto ESCAC – Educazione scientifica per una cittadinanza attiva e consapevole – in un’ottica di Terza Missione.